Anche l'interpretazione pianistica ha la sua preistoria. Piero Rattalino vi svela (e vi spiega) il ruolo dei documenti sonori che hanno fotografato i Grandi Pianisti.
Nuova pubblicazione pianistica per Zecchini Editore. Piero Rattalino vi svela (e vi spiega) il ruolo dei documenti sonori che hanno fotografato i Grandi Pianisti.
- L'interpretazione pianistica - Teoria, storia, preistoria - Con esempi musicali - La storia dell’interpretazione non può che basarsi su documenti sonori, per l’ovvia ragione che compito dell’interprete è di trasformare in suono ciò che il compositore ha vergato sulla carta. Il primo esperimento di Thomas Alva Edison per “imprigionare” il suono e riprodurlo con mezzi meccanici risale al 18 luglio 1877, e il suo primo brevetto è del 19 febbraio 1878. Ma dovevano passare ancora molti anni prima che la Talking Machine, la Macchina Parlante di Edison fosse messa in grado di far percepire ad estasiati ascoltatori tutta la complessità sonora della musica colta. Perciò non disponiamo di una documentazione effettiva dell’arte degli interpreti che sia anteriore ai primi anni del Novecento: di Liszt, di Clara Schumann, di Anton Rubinstein, di Hans von Bülow, scomparsi poco prima del volger del secolo, non ci è restato alcun documento. E per i primi decenni del Novecento, del resto, la documentazione sonora che possediamo è assai lacunosa. In pratica, solo a partire dagli anni trenta, quando la registrazione comincia ad affiancare l’incisione discografica, la documentazione diventa meno casuale e meno frammentaria, il che ci permette oggi di affrontare veramente la storia dell’interpretazione.È d’altra parte evidente, però, che gli interpreti attivi nei primi anni del Novecento, gli interpreti dei quali, sia pur in misura del tutto insufficiente, possiamo aver conoscenza non solo per sentito dire ma de auditu, non cambiarono di botto il loro modo di porsi di fronte ai compositori del passato quando nacque il disco. Il disco ci fa oggi ascoltare grandi artisti che avevano conosciuto i grandi artisti delle generazioni precedenti e che non ne avevano affatto respinto la lezione. Liszt, Clara Schumann, Anton Rubinstein, Hans von Bülow, esclusi dalla storia a causa degli incolpevoli ritardi della tecnologia, vi rientrano così come ombre, come ombre che possono e devono essere interrogate e che, invece di rispondere con il suono, rispondono con vari altri mezzi, muti sempre ma non privi di eloquenza. Ecco allora che alla storia si affianca la preistoria, la preistoria testimoniata da teorie, saggi, metodi, revisioni di testi classici, cronache concertistiche, lettere... E l’indagine sulla preistoria è in grado di risalire fino a Muzio Clementi, il “padre del pianoforte” che è anche il “padre dell’interpretazione pianistica”.Siccome, poi, sia la preistoria che la storia non possono esistere senza la critica, e siccome la critica dell’interpretazione non è una scienza esatta ma un metodo di lavoro, non esente da presupposti culturali e, in senso lato, ideologici, l’Autore premette all’indagine storica una parte teorica con la quale intende semplicemente chiarire le ragioni del suo operato, senza affrontare lo studio sistematico delle varie teorie. La conclusione tocca temi di attualità che non è oggi ancora possibile discutere come fatti storici, ma che stanno agitando il campo dell’interpretazione, soggetto anch’esso, come tutte le esperienze artistiche e culturali, ad evoluzione e quindi alla riproposta sempre nuova di problemi antichi.
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Autore: Piero Rattalino
Piero Rattalino ha studiato pianoforte con Carlo Vidusso e composizione con Luigi Perrachio, diplomandosi nel conservatorio di Parma, rispettivamente, nel 1949 e nel 1953.Ha insegnato in vari conservatori; dal 1964 al 1996 è stato titolare di pianoforte nel conservatorio di Milano. Insegna pianoforte nell`Accademia di Imola e drammaturgia musicale nell`Università di Trieste.E` stato direttore artistico al Comunale di Bologna, del Carlo Felice di Genova, del Regio di Torino. E` stato direttore artistico del Teatro Massimo ‘‘Bellini’’ di Catania. E` stato inoltre consulente artistico del Festival Verdi di Parma ed attualmente lo è presso il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Storia del pianoforte, Da Clementi a Pollini, Il concerto per pianoforte e orchestra, Le grandi scuole pianistiche, Pianisti e fortisti, Piano recital, Gli elementi fondamentali del linguaggio musicale, Le forme e generi della musica, monografie sulle Sonate per pianoforte di Beethoven, su Chopin, su Liszt, e per Zecchini Editore: il romanzo-saggio Memoriale di Pura Siccome, Schumann. Robert & Clara, La vera storia di Amadeus e altri racconti, Sergej Prokofiev. La vita, la poetica, lo stile, ed è autore dei libri della collana Grandi Pianisti. Collabora con la rivista MUSICA.
venerdì 14 marzo 2008
Nuova pubblicazione pianistica per Zecchini Editore
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Centenario della nascita Herbert Von Karajan (1908-2008)
Per celebrare i 100 anni dalla nascita Zecchini Editore pubblica il primo libro in italiano dedicato a Herbert von Karajan - "Il Musico Perpetuo". Un uomo in lotta: contro la solitudine della perfezione, l’inevitabile declino degli anni, la morte di un’intera tradizione musicale. Karajan credeva che la volontà potesse invertire il corso delle cose. L’intera sua esistenza fu spesa nello sforzo di superare le soglie della morte: garantirsi l’immortalità come artista. La sua, fu una reincarnazione di Faust: un Faust sedotto da mefistofelici ingegneri del suono. Per gli appassionati, egli fu, per un lungo periodo, la musica. L’uomo-Karajan, nel suo intimo, era un mistico innamorato della natura. La dissociazione, in lui, tra visionario del futuro e ultimo depositario del romanticismo mitteleuropeo, non fu l’ultima causa del suo isolamento tra una folla che, eppure, lo adorava anche per questo. A cent’anni dalla nascita, la sua poetica della musica appare, pur nella invasività multimediale, il retaggio di un’epoca lontana da noi. Meno di vent’anni dalla morte sono bastati per invalidare gravemente la sua gigantesca utopia: rendere perpetua la bellezza. Ma la distanza è anche uno specchio in cui la sua figura può, infine, apparire vera e umana, in tutta la propria grandezza.
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Autore: Alessandro Zignani
Scrittore, musicologo e germanista. Ha pubblicato i romanzi: I mondi paralleli (Segnalazione al Premio “Stresa”), La musica del mondo, Telemaco:l’odissea della scuola (Menzione Speciale al Premio “Firenze-Europa”), L’orecchio interiore (Premio Internazionale “Maestrale-Marengo d’oro” 2000): tutti presso Guaraldi. Successivamente sono usciti, presso Zecchini, Il canto sospeso (Premio Internazionale “Maestrale-Marengo d’oro” 2002) e Il Divertimento e l’estasi; La danza di Arione (Raffaelli editore), La porta chiusa in cielo (AIEP), Di nessun domani (Bastogi). Come musicologo, ha collaborato con varie riviste, tra cui MUSICA di Zecchini editore, oltre che con molti teatri italiani. È stato a lungo docente di Storia della Cultura tedesca. Attualmente, è titolare di Storia della Musica ed Estetica Musicale presso il Conservatorio-Istituto di Alta Cultura di Monopoli (Bari). Ha tradotto Nietzsche, Trakl, Seneca, Spinoza, e molta liederistica tedesca. Per il teatro ha scritto e messo in scena Il sogno di Prometeo, Viaggio d’inverno e Il violino di Ivry. Con il radiodramma Mia madre, in maggio, è stato finalista al Premio “Candoni”. Ha scritto e diretto un film, L’arte della fuga, nell’ambito del progetto “Bach-Berio” della Unione Europea. Recentemente, ha pubblicato Wilhelm Furtwängler: il suono e il respiro, per le edizioni “L’Epos” di Palermo e Manuale di sopravvivenza per il musicista classico, per Zecchini. Di prossima uscita una sua traduzione commentata di “La filosofia all’università” di Schopenhauer per la MUP di Parma.
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martedì 26 febbraio 2008
Un nuovo spazio dedicato alla didattica su EDT.it
Da sempre attenta alla didattica musicale, la casa editrice EDT lancia una nuova sezione del proprio sito dedicata a questo tema. Approfondimenti, letture, interviste a docenti ed esperti del settore saranno alcuni dei contenuti messi a disposizione di insegnanti, studenti, lettori e appassionati.
Al suo esordio a fine febbraio, la sezione EDT - Didattica musicale dà ampio spazio all'imminente ritorno in libreria del classico di pedagogia musicale firmato da Émile Jaques-Dalcroze, "Il ritmo, la musica e l'educazione".
L'impegno di EDT nel campo della didattica ha una storia ormai più che trentennale. Al 1976, anno di fondazione della casa editrice, risale l'uscita in libreria della Storia della musica. In 12 volumi, la collana è ancora oggi un punto di riferimento per studiosi e appassionati.
Il 1984 è l'anno di nascita della serie I manuali: testi rigorosi e documentati, dedicati a chi desidera sviluppare e accrescere la capacità di suonare, scrivere e capire la musica, le sue regole e il suo linguaggio.
Tra i capisaldi del catalogo EDT nel campo della didattica musicale, vanno almeno citati la collana Educazione musicale, nata dalla collaborazione con la SIEM e pensata per gli insegnanti di musica, e il periodico Musica Domani. Nato nel 1971 e dalla primavera del 2000 pubblicato da EDT, il trimestrale si rivolge a tutti coloro che sono interessati alla riflessione intorno alla cultura musicale e al suo insegnamento.
In un contesto ampio e strutturato quale quello offerto dal catalogo EDT, la sezione EDT - Didattica ambisce a essere una bacheca online aperta al dialogo, allo scambio di informazioni e all'approfondimento e si rivolge non solo agli insegnanti di musica, ma anche agli studenti e agli appassionati.
mercoledì 17 ottobre 2007
"Creare Paesaggi Sonori"
Creare paesaggi sonori significa prendere coscienza dell'esistenza di uno spazio acustico individuale ed imparare a goderne nel rispetto dello spazio altrui. Ascoltando, non solo musica.
Il nuovo libro di Luigi Agostini è stato pubblicato su Lulu.Com il 12 Settembre 2007. E' disponibile in due versioni, economica (scaricabile anche in pdf) ed integrale. La versione integrale ha la copertina rigida con sovracoperta e contiene nove interviste a famosi personaggi del settore audio professionale, nonché due capitoli in più. Gli argomenti trattati coincidono con i titoli dei singoli capitoli:
1. Che cos'è un paesaggio sonoro?
2. Creare Paesaggi Sonori. Perché?
3. Da grande vorrei fare il Sound Designer...
4. Creare Paesaggi Sonori... in presenza d'immagini.
5. Soundscape Composition.
6. Installazioni più o meno fisse...
7. Ecologia del paesaggio sonoro.
8. Estetica del paesaggio sonoro.
I personaggi intervistati sono, in ordine alfabetico: Sabino Cannone, Darwin Chamber, Angelo Farina, Italo Lombardo, Francesco Michi, Charlie Richmond, Louis Siciliano, Angelo Talocci ed Andrea Valassina.
Visitate http://lulu.com/luigiagostini
per maggiori informazioni.
Sito Web: http://www.lulu.com/content/1081232
E-mail: l.agostini@aegweb.it