lunedì 23 gennaio 2012

I processi di cambiamento dell’ICT

La collana “I libri AUSED”propone il suo settimo volume che analizza evoluzioni e criticità del mercato dell’Information & Communication Technology

Dopo “Le potenzialità dell’ICT – Realtà e speranze”, sesto volume della collana “I libri di AUSED” proposto lo scorso anno, torna l’iniziativa dell’associazione italiana dei CIO con un nuovo volume curato da Luigi Pachì intitolato “I processi di cambiamento dell’ICT – Evoluzioni e Criticità”.

Scrive nella sua introduzione Erminio Seveso, presidente AUSED: «Possiamo affermare che questo “I processi di cambiamento dell’ICT – evoluzioni e criticità” rappresenta la fotografia di un anno piuttosto complicato, nel quale i CIO e le aziende hanno dovuto gestire molteplici criticità.

Con un occhio al budget sempre più risicato e un occhio al supporto delle attività di business, il responsabile dei sistemi operativi ha comunque potuto individuare attraverso le iniziative organizzate dall’Aused parecchi spunti, che hanno stimolato dibattiti e offerto temi innovativi e di attualità. Come sempre, per l’Aused, l’obiettivo di fondo resta quello di far emergere al meglio le potenzialità offerte dall’ICT. Quando i mercati sono in contrazione occorre riflettere per meglio muoversi durante i periodi difficili. E per far questo servono spunti, idee, condivisione di informazioni ed esperienze vissute sul campo. Serve un contatto diretto tra i CIO, che possono confrontarsi de visu durante i nostri molteplici incontri. Ed è per questo che l’AUSED, nel 2011, ha strutturato un programma istituzionale molto interessante che ora vi presentiamo sotto forma di relazioni, nelle prossime pagine curato come sempre da Luigi Pachì»

I temi approfonditi da questo libro sono i seguenti: i Sistemi di Data Loss Prevention, le misure finanziarie e la gestione del valore, le soluzioni Informatiche nel mondo Farma, SAP: What’s new in Technology, le relazioni di Sourcing: governo e sicurezza, dall’approccio “User friendly” a quello “Human centric, le competenze e il lavoro dei Business Analyst, l’aggiornamento della Normativa sulla sicurezza, applicazioni, servizi e soluzioni IT: tutto sarà…“mobile”?, le direzioni HR e IT nei processi di cambiamento, ICT e Società e, infine, dalla BI alla Geo Intelligence.

Per richiedere gratuitamente il libro nella versione pdf scrivere alla segreteria AUSED, aused@aused.org, oppure compilare l’apposito form sul sito www.aused.org.

lunedì 21 novembre 2011

Le foreste della mente


Come afferma Gregory Bateson in Mind and Nature, la conoscenza umana è solo una piccola parte di un più ampio conoscere integrato, la Mente Naturale, “un tessuto connettivo universale che tiene unita l’intera biosfera”. È per questo – sostiene Marco Paci ne Le Foreste della mente (Edizioni Altravista) – che le foreste rappresentano una risorsa in termini non solo finanziari, biologici o idrogeologici, ma anche culturali.

Il libro di Marco Paci analizza l’influenza delle foreste sulla mente umana attraverso un duplice percorso. La prima parte del libro propone una visione delle foreste come maestre di vita (Quello che le foreste insegnano): l’idea di fondo è che l’osservazione dei meccanismi della natura possa essere il punto di partenza per un’educazione sociale. La dinamica delle foreste ci insegna, a esempio, che nel percorso della vegetazione non esiste un punto d’arrivo definitivo ma una continua e faticosa ricerca di equilibri, che spesso si raggiungono in maniera traumatica, ogni volta “imparando” dal disturbo, adeguando cioè forme e meccanismi alle nuove condizioni che si sono create.
Le foreste, soprattutto, ci spingono a sognare un mondo migliore rispetto a quello in cui viviamo. E qui inizia la seconda e più corposa parte del testo (Quello che le foreste suggeriscono), dedicata alla dimensione immaginaria. Con un viaggio nelle testimonianze del passato (le fonti sono soprattutto letterarie, ma non mancano riferimenti pittorici e architettonici, per non parlare delle tradizioni dei popoli nativi di foreste) si scoprirà che le selve scatenano le nostre fantasie.

È noto che i boschi sono da sempre luoghi di suggestione e di incanto, templi di sacralità dove l’uomo riscopre la propria identità nel rapporto più intimo con la natura e con Dio. Ma non è tutto qui. Leggendo il libro di Paci si scoprirà che le foreste sono da sempre rifugio della giustizia, in alternativa alle leggi, spesso inique, concepite nelle città. Che le società più ciniche, materialiste e ipocrite – soprattutto quelle in cui il profitto economico prende il sopravvento sui valori umani e su quelli naturali – da sempre producono anticorpi che trovano sponda proprio nelle foreste. Che perfino la caccia può avere una sacralità, quando assume il significato di un rito con cui l’uomo comprende la propria identità in rapporto alla natura. Che la foresta è “femmina”, al punto che le epoche storiche più aggressive nei confronti delle foreste sono state anche quelle più violente verso le donne. Che nella foresta de La Verna San Francesco si ispirava, otto secoli fa, a modelli gestionali molto vicini a quelli che oggi rientrano nell’ambito della “selvicoltura naturalistica”. Che le foreste sono contenitori di un patrimonio immaginifico che rischia di scomparire assieme agli ecosistemi che lo ospitano: il danno provocato dalle deforestazioni nella fascia tropicale andrebbe valutato in termini non solo ecologici, ma anche culturali. La grande lezione che ci impartiscono oggi le foreste è che il sogno di Gilgamesh (pretendere di conquistare l’onnipotenza a spese delle foreste) è destinato all’insuccesso.

Le Foreste della mente è in ultima analisi un atto d’amore nei confronti di un patrimonio che ci riempie di nostalgia, un paradiso perduto in cui si prova ristoro a rifugiarsi.

Titolo: Le foreste della mente. Quello che ci insegnano e quello che ci fanno immaginare
Autore: Marco Paci
Editore: Altravista
Collana: Eco
Edizione: 2011
Pagine: 152
Formato: 14×21 cm, brossura
Isbn: 9788895458427

sabato 19 novembre 2011

Quale email posso utilizzare solo per invio di comunicati stampa di super qualità?

Al momento ho utilizzato questa email per inviare tutti i comunicati stampa (spero attinenti) dei miei clienti.
Inizierò a breve un servizio esclusivo per clienti top con solo comunicati stampa di altissima qualità.

Ovviamente potrei continuare ad inviarli alla stessa email ma preferirei, se possibile, che mi indicassi un'email speciale solo per comunicati stampa di altissima qualità. Inoltre, per favore, dettaglia i settori di vostro interesse in modo che possa limitare al minimo l'invio di comunicati di non interesse.

Nella speciale casella email segnalata
te dovrai trovare comunicati stampa di qualità così elevata e così interessanti, non disturbati da altre email, che andrai quasi a colpo sicuro
io saprò a che il mio invio non è stato inutile nella maggior parte dei casi.

Grazie

Buona Domenica

Fabrizio Pivari
via Boscolo 15
45100 Rovigo
www.pivari.com

giovedì 17 novembre 2011

Una rete socialmente utile.

Social Network, tradotto in italiano diventa rete sociale e cioè un insieme di persone connesse tra loro sulla base dei diversi interessi che li legano. Essere presenti in questi network è importante per ampliare la nostra rete di conoscenze. Rappresenta un modo per sviluppare contatti che difficilmente potremmo sostenere nella vita off-line. I social network sono ormai parte integrante del nostro modo di comunicare e della nostra vita. Sono strumenti utili che possono assumere una valenza professionale. Ma possono svolgere una funzione che sia veramente sociale? Possono essere usati a favore delle giuste cause? Si possono utilizzare per scopi socialmente utili? Possono divenire un modo nuovo ed efficace per creare interesse in favore di una causa sociale e trasformare i potenziali donatori in "evangelisti" di un messaggio o di una causa? Facebook, ad esempio, ad oggi è il social network più diffuso non solo per il numero di utenti (conta oltre 175 milioni di utenti attivi iscritti nel mondo), ma anche per essere diventato una sorta di 6° canale mediatico (stampa, radio, tv, cinema, web sono i primi cinque) ed essere quello che maggiormente rappresenta la strada da percorrere per l’ottimizzazione sui motori di ricerca, tramite le sue pagine, applicazioni ed interazioni con gli utenti. Ma non esiste un solo social network. Il web 2.0 ha prodotto svariati strumenti per favorire una comunicazione biunivoca con il proprio target di riferimento. Esistono diverse tipologie di piattaforma tematiche e generaliste; diversi modi di condividere ed amplificare la valenza di un messaggio.

Segnaliamo a questo proposito un libro: “Social Network per il non profit”, scritto a 4 mani da Cristina Berta e Roberto Marmo edito da Givemeachance che si propone come un manuale per imparare a capire la logica conversazionale che muove il social networking, imparando ad applicarla alla realtà del non profit. Per chi lavora in ambito Non profit, questo è senz'altro un libro molto utile per capire come sia possibile integrare i social network all'interno di una raccolta fondi o semplicemente per sensibilizzare l'opinione pubblica su determinati argomenti.


mercoledì 16 novembre 2011

Fanpage è il primo giornale d'Europa su Facebook

Fanpage.it ha conquistato il vecchio continente e ora si candida a una posizione di assoluta leadership nel campo dell'informazione online.

Da oggi Fanpage è il primo giornale d'Europa per numero fan su Facebook e supera persino l'autorevolissimo The Economist; stacca di diverse migliaia di fan gli altri giornali italiani presenti sul social network e si candida alla conquista della top ten mondiale. E' questo quello che emerge dall'ultimo report che analizza il numero di fan di facebook raggiunti dalle testate giornalistiche europeee

Non male per una testata giornalistica nata pochi mesi fa, in quel profondo sud Italia che tanti si affrettano a bollare come "l'Italia che produce" ma che, invece, ha ancora molto da dare e -perché no- da insegnare al mondo, come ha più e più volte dimostrato nel corso della storia.

Gli obiettivi di Fanpage sono sempre stati quelli di offrire un'informazione libera e indipendente, raccontare storie importanti, curiose, storie interessanti, storie leggere… Storie, per il nuovo mondo che ogni giorno costruiamo insieme, grazie anche all'aiuto degli oltre 890mila fan iscritti alla pagina ufficiale di Fanpage su Facebook.

Il raggiungimento di questo obiettivo è sintomo però di un altro importantissimo dato: l'Italia è uno dei paesi che meglio ha compreso il valore e la potenza dei social network come nuovo mezzo di informazione di massa. Se si osservano i profili dei principali giornali italiani e poi di quelli tedeschi, francesi, spagnoli, britannici, turchi, portoghesi, scandinavi, russi e così via, si scopre che il nostro paese, pur avendo –ad esempio- meno utenti di Francia, Germania, Turchia e Gran Bretagna domina su tutti i fronti per quanto riguarda l'attenzione che gli iscritti a Facebook del Bel Paese dedicano ai principali giornali online.

sabato 12 novembre 2011

Alla Libreria Lovat di Trieste si presenta Cenerontola di Davide Nonino

Libreria Lovat Trieste
Alla Libreria Lovat di Trieste arriva il ciclone Cenerontola, la prima principessa con le curve nel mondo delle fiabe. Le principesse non devono essere per forza come le immaginiamo da sempre. Cenerontola, vive in un
castello in affitto, ma con l’aiuto di chi si fa contagiare dalla sua passione, riesce anche nella più rocambolesca delle imprese.
Un'avventura scritta per bambini sognatori e adulti curiosi, che supporta la Fondazione Francesca Rava NPH Italia devolvendo il 10% dei proventi del libro per aiutare i bimbi di Haiti in difficoltà.

Se vuoi conoscere il mondo strampalato e avventuroso di Cenerontola, Davide Nonino ti aspetta mercoledì 16 novembre alle 16.00 alla Libreria Lovat con una lettura dal libro e una golosa sorpresa... da vera principessa con le forme ;)

Questo il booktrailer del libro che racconta la rivoluzione che spazza via con simpatia le più perfettine e blasonate Principesse Disney e che in rete è diventato un vero e proprio fenomeno virale on oltre 10.000 visualizzazioni su YouTube e oltre 50 blog letterari italiani che ne hanno parlato. Insomma se vuoi scoprire il mondo con la O di Cenerontola la cosa migliore da fare è cercarla su Google per vederla con gli occhi di chi l'ha già conosciuta!

sabato 5 novembre 2011

Promo Yoursoundscape-Suoni Inauditi 2011


I have done all the spatializations using three X-spat boX2.
The works will be reproduced on 24 speakers using three
X-spat player in sync.

martedì 18 ottobre 2011

Luigi Di Gregorio, '(Dis)Fare gli italiani': La politica impari a parlare ai giovani

Romacapitalenews.com ha intervistato il professor Luigi Di Gregorio, capo della comunicazione di Roma Capitale, in occasione dell'uscita della presentazione del testo "(Dis)Fare gli italiani".

Luigi Di GregorioIl professor Luigi Di Gregorio, capo della comunicazione di Roma Capitale, ha rilasciato un'intervista al giornale online Romacapitalenews.com sul libro "(Dis)fare gli italiani? – Dal familismo all'antipolitica. La fotografia di una democrazia dissociativa".

Di Gregorio, professore di analisi delle politiche pubbliche all'Universita' della Tuscia, afferma che "Il libro nasce come un'indagine sul senso civico e sul capitale sociale degli italiani, partendo dal presupposto di testare se e quanto l'immagine stereotipata, anche nella letteratura, degli italiani sia ancora valida. Da questa indagine emerge che l'etichetta familistica e individualistica, la logica del "particulare", per certi versi ha un fondamento". inoltre sottolinea che "Intendiamoci, e' normale ed e' cosi' in tutto il mondo - fidarsi maggiormente della propria cerchia familiare. L'anomalia italiana consiste nel grado di fiducia che si ripone al di fuori della famiglia. Infatti se la percentuale di fiducia in un componente familiare e' pari al 97%, nei confronti del prossimo non appartenente alla propria cerchia ristretta questa fiducia scende di 50 punti percentuali. La fiducia nel prossimo e' un indicatore importante del capitale sociale e da questa indagine vi ene fuori l'immagine di un'Italia ancora molto legata a una logica in qualche modo familistico-clanistica".

Secondo Di Gregorio "Anche il dato che emerge per quel che riguarda l'antipolitica e' molto interessante e molto attuale. Abbiamo voluto indagare quanto le nuove generazioni si sentissero orgogliose del loro Paese, se avvertissero un forte senso di appartenenza alla comunita' nazionale e finanche capire se fossero pronte a combattere per la propria Patria. Queste sono tutte domande volte a misurare il livello di identificazione del cittadino nella comunita' nazionale. Quello che ne e' risultato e' che c'e' un gap molto ampio tra anziani e nuove generazioni. Queste ultime emergono disinteressate ai temi come la patria e poco orgogliose del proprio Paese verso il quale non provano un forte senso di appartenenza. Viceversa i giovani risultano i piu' attivi nell'ambito della partecipazione politica in senso lato. Questo e' spiegabile in termine di antipolitica: questa generazione disillusa e disincantata nei confronti dello Stato, della politica e delle istituzioni si mobilita in chiave contraria, di protesta".

Sulla questione che la politica possa far confluire la partecipazione giovanile nelle istituzioni e non nelle proteste il porfessore sostiene che "La politica deve evitare che questo atteggiamento di protesta diventi uno scontro radicale che metta in crisi l'intero sistema altrimenti l'alternativa e' drammatica. Credo che sia interessante sottolineare che una delle patologie della societa' sia legata al "presentismo". Oggi, nella "societa' della comunicazione", tutto viene vissuto in una logica del tempo reale; si e' persa la capacita' di ragionare in chiave strategica. Si fa una gran produzione di dichiarazioni, "effetti annuncio", "norme manifesto", slogan che non hanno una ricaduta reale sulla vita dei cittadini e sul rendimento sistemico del paese. Il "bombardamento" mediatico da' l'impressione che succedano ogni giorno moltissime cose e tutte importantissime, ma in realta' la politica e la societa' rimangono ferme, in una situazione di stallo assoluto. Nello stesso te mpo, la comunicazione mediante i nuovi media e' alla base delle organizzazioni della protesta antipolitica e si sta rivelando uno strumento importante per riportare i giovani alla partecipazione alla politica. Quindi c'e' una duplice chiave di lettura nel fenomeno dei nuovi media, una positiva e una negativa, da una parte la degenerazione della politica che produce prevalentemente caos mediatico, ma dall'altro sono i mezzi catalizzatori per riportare i giovani alla partecipazione".

Infine Di Gregorio sostiene che "La politica deve distaccarsi dalla logica dell'immediato per recuperare la pianificazione e la progettazione in un orizzonte strategico" il tutto attraverso "riforme strutturali e istituzionali" ma allo "stesso tempo, saper adeguare le sue forme di partecipazione a questi nuovi strumenti e logiche. Altrimenti non verra' mai colmato il gap tra i canali, quello dei giovani che hanno fatto propria questa forma di partecipazione non convenzionale e quello della politica ancora legato ai comitati di partito e alle convention che sono un po' anacronistici. Questo lo vediamo dall'esperienza di quegli esponenti politici, come Obama, ma - conclude Di Gregorio - anche De Magistris e Renzi in Italia, che devono parte del loro consenso e popolarita' all'aver saputo utilizzare questi strumenti per ridurre il gap comunicativo con le nuove generazioni prima degli altri.

giovedì 13 ottobre 2011

Presentazione "Social Network per il Non Profit"

Riprendono gli incontri dal titolo “Presenta te stesso” proposti da MilanIn all’interno dell’aperitivo del Pacino Caffè a Milano in piazza Bacone 9, ore 20.30 Aperitivo 15 Euro (sconto di 5 euro ai soci). Questi incontri si basano sul concetto che per migliorare la propria vita si ha bisogno di instaurare le relazioni Giuste (con la G maiuscola). Non tanto per un discorso di raccomandazioni o opportunismo, ma bensì per far squadra. Nell’incontro di lunedì 17 ottobre a presentarsi sarò proprio io: Cristina Berta. Spiegherò la mia conoscenza professionale e come si diventa freelance, traendo vantaggio da un momento di crisi e trovando la forza di uscire dal precariato, costituendo Cibbuzz.com. Un sito che si presenta come una realtà nuova, totalmente in linea con la filosofia web 2.0 e si costituisce come un ufficio stampa pubblicitario, dove sono gli utenti stessi ad essere propagatori attivi di un messaggio e diffusori del brand online, creando “rumore” intorno al prodotto. Ma non solo. Infatti, Cibbuzz.com stringe importanti partnership con aziende operanti sul web che le permettono di offrire consulenza e prestazioni professionali in ambito web a 360°. Per fare un lavoro come questo si deve avere innanzi tutto passione, essere amichevoli, pazienti e soprattutto saper ascoltare i consigli che provengono dal proprio network. Con l’occasione presenterò anche il libro “Social Network per il non profit”, scritto a 4 mani con Roberto Marmo edito da Givemeachance che si propone come un manuale per imparare a capire la logica conversazionale che muove il social networking, imparando ad applicarla alla realtà del non profit, in grado di trasformare il social networking in veramente Social. Se lavori nel campo del Non profit, questo è senz'altro un libro molto utile per capire come si possano integrare i social network all'interno di una raccolta fondi o semplicemente per sensibilizzare l'opinione pubblica su determinati argomenti.

lunedì 10 ottobre 2011

Presentazioni libri per Bambini: a Udine arriva Cenerontola

Cenerontola, principessa all'arrembaggio, ovvero la rivoluzione con le curve nel mondo delle fiabe arriva anche alla Feltrinelli di Udine con una presentazione del nuovo libro di Davide Nonino il prossimo venerdì 21 ottobre 2011 alle ore 18.00 nella sala dedicata.

La presentazione vedrà la presenza del prof. Renato Damiani che curerà l'introduzione, di Sara Furlan che leggerà alcuni brani tratti dal libro e di Davide Nonino che racconterà come nasce una personaggia diversa da sempre tra web e realtà. Cenerontola infatti è la prima principessa con le forme nel mondo delle fiabe, è nata nei laboratori di scrittura creativa che Davide Nonino tiene nelle scuole primari e secondarie, e ora è diventata la protagonista di un'avventura spericolata fuori dagli schemi e all'insegna del sorriso.

Cenenerontola non è quindi la solita principessa stereotipata a cui siamo abituati ma neppure una parodia delle affermatissime principesse Disney, è una donna vera che pulisce il suo castello, sbriga le faccende, sogna un'occasione per cambiare le cose e quando la trova lo fa con uno stile e una qualità tutta sua: il sorriso!

Cenerontola, principessa all'arrembaggio è edito dalla Edizione Il Ciliegio ed è un libro illustrato da Simona Meisser pensato per i bimbi dai 6 anni ma anche per gli adulti che vogliono sognare con gli occhi all'insù e si lasciano conquistare dalla fantasia. Come i precedenti libri di Davide Nonino, anche Cenerontola supporta la Fondazione Francesca RAVA NPH Italia Onlus donando il 10% dei proventi al progetto Maternità Sicura, per poter aiutare quelle bambine che non possono neanche permettersi di sognare un futuro da principessa.

Per saperne di più, per conoscere il mondo di Cenerontola e le oltre 7.000 vere principesse della sua pagina Facebook, per scaricare un'anteprima del libro ma anche per giocare con la principessa più XXL delle fiabe, c'è il sito dedicato www.cenerontola.it.

Cenerontola

Questo il video del booktrailer che anticipa la rivoluzione delle curve nel mondo delle fiabe